1 – IL MISTERO DI BEATRICE

Fragili onde morivano piano sulla sabbia tiepida, alte nel cielo tremavano pallide stelle d’argento, dolci soffi di vento accarezzavano i lunghi capelli dorati; sola, lo sguardo smarrito nel buio alla ricerca dell’orizzonte lontano, Beatrice piangeva. Mentre le lacrime, calde, solcavano il giovane viso, la mente vagava nell’infinito cercando un ricordo, un'immagine, un frammento d’amore.
Un grosso cane randagio le passò accanto, allontanandosi indifferente all’uragano che stava distruggendo quel povero cuore indifeso. Una voce incerta uscì dalla pineta cercando di intonare una incomprensibile canzone: un uomo ubriaco, con la mente altrove, tentava di trascinare il suo corpo verso il mare. Attraverso gli occhi sognanti di Beatrice quella strana visione prese le sembianze di lui, quell’angelo caduto dal cielo di cui nemmeno sapeva il nome; sentiva il suo profumo, rivedeva i suoi capelli di seta e la sua pelle di velluto, mentre un braccio mostruoso salito dal mare lo rapiva da lei, scioglieva le loro mani e lo portava via con sé. Se n’era andato nel nulla, come dal nulla era venuto, ma le aveva lasciato una ferita profonda, che il tempo non avrebbe cancellato.
Al di là della duna, un’onda morente sfiorava il piede nudo di un uomo triste; lui seduto sulla sabbia guardava il mare ma non aveva più lacrime da versare. Un grosso cane nero gli si avvicinò velocemente senza far rumore, si fermò un momento a guardarlo nei grandi occhi azzurri agitati dal dolore e passò oltre. Pensava alla sfortuna, agli amori passati, alle occasioni perdute; pensava alla nullità degli uomini e delle passioni umane in confronto a quell’immensità che si estendeva davanti a lui, sempre uguale da millenni. Quante volte aveva combattuto contro la forza tremenda di quelle acque! Avrebbe voluto gridare alla luna la sua rabbia per una vita di lavoro e di fatica, che gli lasciava ora solo dolore e miseria. Aveva sempre temuto il mare, di quel timore che deriva dalla coscienza che l’avversario è più forte e può lasciarti vincere tutte le battaglie, ma non perderà mai la guerra. Immerso nei ricordi, la pelle del viso seccata dal sole vibrò lievemente e un brivido gli percorse la schiena quando udì vicino il canto di un ubriaco, un tonfo sordo, poi più nulla. Incuriosito, si ridestò dai suoi pensieri e si spinse lentamente oltre il cumulo di sabbia, ma scoprì che non c’era nessuno.
Il mare, ingrossato, spumeggiava; si era alzato un forte vento. Le grida degli uccelli, dalla pineta, preannunciavano tempesta.