3 – PERDONO

O fiume impetuoso,
che nasci dal nulla
e nell’immenso muori:
accogli fra i tuoi flutti
le spoglie d’inutile uomo
nel pianto del nulla vissuto.

Folle d’immagini vaghe
frastagliano il cielo
coperto da gelida fiamma:
ombre sfuocate di vita
da tiepida nebbia racchiuse
riscaldano il mondo laggiù.

È giunta la notte,
che copre di ghiaccio
questa pallida luce:
per sempre sarà così,
fino alla fine dei tempi
buio di nuova paura.

Profondo vuoto intorno a me,
sopra di me le tenebre,
sotto di me il deserto:
le grida della luna
straziata dal dolore
giungono quaggiù soffuse.

O stelle lontane,
nate da tempo immemore
e nell’eternità vissute:
donate la vostra luce
a un uomo troppo solo
che nell’oscurità si perde.

Castelli di fango e cenere
rinchiudono il cuore
legato da dolce catena:
aspre crudeltà e tortura
per ombre fuggevoli e mute
che ardono lente laggiù.

Vana è la speranza
che cade nel vuoto
divenendo già follia:
nulla sarà come deve,
fino all’ultimo sole
lacrime d’odio ancora.

Io chiedo perdono,
di nulla perdono,
di vita perdono:
un’ultima volta io chiedo
gioioso il tepore divino
dei tuoi occhi, della tua voce, del tuo sorriso.